Recensione Toyo 810M (8x10”)
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Figura 1 - Visione di insieme
Oggetto della recensione è una folding 8x10 (20x25) , abbastanza unica nel suo genere , la Toyo 810M.
Si tratta appunto di una folding , quindi richiudibile, del peso di circa 7Kg interamente costruita in alluminio dalla struttura assolutamente solida e granitica . Attualmente risulta essere, assieme alla Canham JMC 810 l’unica folding in metallo per il formato 8x10, e mi riferisco al termine folding in senso stretto in quanto esistono soluzioni alternative anche più leggere ma con schema costruttivo diverso e più simile ad una monorotaia (soluzione tipo Arca Swiss) .
Grazie alla scelta del metallo ed alla eccellente qualità costruttiva, alle manopole di generose dimensioni e dotate di cinematismi fluidi ma dal serraggio sicuro e preciso, la stabilità è assicurata.

Figura 2 - La folding chiusa
L’apertura e la chiusura della folding sono rapide e agevoli. Una volta fatta una certa pratica in un paio di minuti scarsi la si monta sul treppiedi.
La piastra portaottica di 158x158 mm è prodotta dalla stessa Toyo. Vale la pena ricordare che esistono in commercio adattatori che consentono di utilizzare piastre di marche diverse (es. Linhof/Wista) di dimensioni inferiori; questa soluzione si rivela molto comoda in caso si vogliano condividere le ottiche con qualche altra fotocamera a grande formato e contemporaneamente risparmiare peso usando piastre più piccole.
Sulla standarda anteriore sono disponibili 4 movimenti: Basculaggio orizzontale sulla base, , basculaggio verticale (non sull’asse) e decentramenti verticale ed orizzontale.
Sulla standarda posteriore invece, sono disponibili il basculaggio orizzontale sulla base, e il basculaggio verticale.

Figura 3 - Basculaggio orizzontale del fronte (sulla base)

Figura 4 - Decentramento verticale del fronte

Figura 5 - Basculaggio orizzontale del retro

Figura 6 - Basculaggio verticale del retro
Le messa a zero dei movimenti sono abbastanza precise anche se non tutte di tipo meccanico; i basculaggi orizzontali sia anteriore che posteriore si azzerano perché giungono semplicemente ad un fine corsa meccanico; per eseguire basculaggi negativi questo finecorsa si sblocca tramite apposita levetta.
I basculaggi verticali sono piuttosto rigidi da azionare e non comportano problemi o dubbi nel raggiungimento della posizione di zero.
Il decentramento verticale si esegue tramite collimazione di una tacca di colore arancione, direi inequivocabile.
La messa a fuoco avviene tramite due grossi manopoloni, dal movimento molto preciso e confortevole, la messa a fuoco stessa è bloccabile da piccole levette.
Il letto della folding (“bed”) è a tripla estensione e raggiunge almeno 700mm ; in realtà l’estenaione massima dipende dalla versione della 810 ed è uno dei fattori caratterizzantio delle varie versioni;
Sono state infatti prodotte 4 versioni:
|
|
Colore |
Estensione soffietto |
Standarda anteriore reversibile |
Basculaggio orizzontale sul retro |
|
Toyo 810M |
Avorio |
600mm |
No |
No |
|
Toyo 810Mb |
Nera |
600mm |
No |
Si |
|
Toyo 810Mn |
Nera |
730mm |
Si |
Si |
|
Toyo 810MII |
Nera |
800mm |
Si |
Si |
Il fatto che la standarda anteriore si possa girare di 180° è un trucco per ottenere tiraggio supplementare. Questo è possibile grazie al fatto che il basculaggio verticale non è sull’asse e che ruotando la standarda di 180° sull’asse verticale la standarda stessa si “spiazzi” e si ritrovi in una posizione più avanzata. Tale reversibilità è possibile però solo dalla versione Mn in poi .
Il soffietto è intercambiabile ed esistono sia la versione “floscia” che “estesa.

Figura 7
L’estensione minima consente l’utilizzo di un 100mm su piastra piana, con apposita piastra rientrante si scende a soli 58mm!! (NDR dati relativi a modello MII, dal sito www.toyoview.com )

Figura 8
Sul retro, si nota l’ingegnoso e comodo sistema di caricamento e blocco/sblocco degli chassis , grazie a queste levette (l’azionamento è molto agevole e richiede poco sforzo, fatto positivo che non provoca indesiderati spostamenti dell’inquadratura).

Figura 9 - Meccanismo inserzione chassis a levetta
Il dorso è ruotabile (non
imperniato, bisogna rimuoverlo e rimontarlo in posizione verticale tramite
apposite levette, un’operazione comunque assolutamente rapida che io preferisco
alla soluzione “revolving” che spesso, essendo piuttosto rigida, provoca
spostamenti del letto della camera a causa del serraggio della testa che non
riesce a contrare lo sforzo). ed è dotata di una piastra protettiva per quando
la macchina viene riposta nel suo contenitore.

Figura 10 - Schermo di messa a fuoco
Il vetro di messa a fuoco è quadrettato, non è provvisto di fresnel, e non è luminosissimo, ma comunque di buona qualità (è in vetro smerigliato e quindi anche fragile).

Figura 11 - Vista di fronte
Non si tratta di una macchina né piccola né leggera però è sicuramente trasportabile. Se si riesce a trovare uno zaino capace di contenerla (e a quanto ho potuto constatare l’unico è il BPX della F.64) si possono percorrere anche lunghi tratti, a patto di avere uno sherpa che possa trasportare tutti gli altri generi di prima necessità non fotografici.
Tutto sommato i 6,7 Kg non sono così scandalosamente lontani dai 5Kg medi di una folding in legno.
Purtroppo il peso e il momento torcente a cui le braccia sono sottoposte quando si rilascia la testa del cavalletto non infondono molta sicurezza; per questa ragione sarebbe consigliabile utilizzare una massiccia testa a 3 vie (tipo la 029 Manfrotto o anche più grossa) ed un cavalletto adeguatamente proporzionato (ad es. la serie UNI Berlebach) .Non avrebbe senso penalizzare le doti di stabilità di questa fotocamera con una testa o un treppiede inadeguati.
Per concludere, il giudizio è assolutamente positivo, una signora macchina con la quale scattare negativi/positivi giganteschi, relativamente trasportabile, robusta e versatile e reperibile sul mercato dell’usato al prezzo di una reflex digitale della fascia prosumer, ma capace di risultati ben differenti!
Roberto Manderioli © 11/2007





