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RECENSIONE LOTUS RAPID FIELD 8x10”

Erano anni, che sognavo di poter provare di persona una delle folding di legno più prestigiose e meglio realizzate oggi presenti sul mercato, e finalmente, grazie alla gentilezza e disponibilità del Sig. Gunter Stroebel, titolare della Lotus, questo sogno si è potuto realizzare.

Il contenuto di questo articolo sono le mie impressioni d’uso su una Lotus Rapid Field 8x10”, uno dei modelli di maggior successo commerciale dell’azienda austriaca.

Il primo impatto

Non appena ho aperto il pacco ed ho avuto la Lotus 8x10” tra le mani, l’impressione immediata è stata quella di maneggiare un oggetto di straordinaria qualità.

La sensazione calda, tattile, del legno di ciliegio, le linee essenziali ed eleganti che già si intuiscono, la compattezza ed insieme la leggerezza della folding ancora richiusa, insomma tutti elementi che da una parte ti fanno venire una gran voglia di aprirla, dall’altra ti lasciano lì come incantato a guardarla e rimirarla.

E una volta aperta devo dire sinceramente che sono riconfermate tutte le impressioni positive che avevo avuto nel momento che la folding era stata estratta dal pacco, la qualità costruttiva e di scelta dei materiali è superba, e lo si capisce anche da una prima, rapida ispezione.

Ma analizziamo più nel dettaglio le caratteristiche dei materiali scelti per questa folding ed alcune scelte progettuali e tecniche.

Come vi ho già anticipato, il legno è il ciliegio, a mio personale parere è una scelta azzeccata perché il ciliegio è un legno nobile, dalle venature calde ed ambrate, che conferisce un tocco di definitiva raffinatezza a questo banco ottico.

Tutte le meccaniche invece sono di alluminio nero anodizzato, leggerissimo e molto resistente.

Ancora più leggero, ma altrettanto resistente, è il materiale utilizzato per le rotaie e le guide su cui “scorrono” i movimenti, cioè il Delrin (sempre di colore nero), una resina acetalica che ha una altissima resistenza ed un bassissimo coefficiente d’attrito, il che da una parte rende questo materiale ideale per mantenere fluidi i movimenti di basculaggio e decentramento, e dell’altro consente di limitare il peso della folding, senza rinunciare però a rigidità e resistenza.

Molto comode da maneggiare le manopole “a stella”, una delle caratteristiche che, senza avere avuto modo di provare la Lotus, mi convinceva di meno, invece sono proprio comode, garantiscono una presa, una sensibilità ed un controllo sicuramente maggiore rispetto alle classiche manopole di forma rotonda.

Il vetro smerigliato è dotato di griglia.

Ho testato la sua luminosità con un obiettivo luminoso, un f/5,6, e l’ho trovata più che soddisfacente.

E comunque sulle prossime folding prodotte sarà montato un vetro smerigliato ancora più luminoso, oltre al fatto che, ovviamente, anche sulla Lotus c’è la possibilità di montare una lente di Fresnel, accessorio che volendo viene montato direttamente dall’azienda austriaca.

Per cambiare l’inquadratura da orizzontale a verticale, bisogna staccare il vetro smerigliato, con relativa cornice di supporto, dal dorso, e rimetterlo poi nella posizione desiderata, così come accade in quasi tutte le folding.

L’operazione si svolge agevolmente e richiede pochi secondi.

Il soffietto è realizzato in un materiale sintetico, molto resistente all’usura, che personalmente mi ha ricordato quello utilizzato sulle Canham.

Devo dire che il soffietto è incredibilmente morbido, tanto che penso si possano montare dei grandangolari piuttosto spinti senza dover necessariamente utilizzare un soffietto floscio per avere la possibilità di effettuare qualche movimento di decentramento e basculaggio.

Ovviamente il soffietto è intercambiabile.

La piastra portaottica è di tipo Deardorff, vale a dire 6x6” (15x15cm), le stesse che tra l’altro si montano sulla Calumet C1, anche se sono disponibili adattatori per le piastre Linhof Technika.

Il peso della Lotus Rapid Field 8x10” è di 5,1 Kg.

Messa a fuoco

La messa a fuoco viene effettuata o agendo sulla manopola che controlla il movimento di allontanamento/avvicinamento del dorso:

Oppure su quella che controlla il movimento di allontanamento/avvicinamento della piastra portaottica:

E’ inoltre possibile avvicinare il dorso alla piastra portaottica, anche oltre il suo punto di blocco, facendolo scorrere su due rotaie aggiuntive, questa caratteristica è di fondamentale importanza nel caso in cui si utilizzino grandangolari spinti e si voglia effettuare la messa a fuoco senza agire sulla piastra portaottica, evitando così di correre il rischio di includere la base della folding all’interno dell’inquadratura:

Decentramenti

Per quanto riguarda i decentramenti orizzontali e verticali, bisogna subito dire che la Lotus è veramente completa, dal momento che offre ampia possibilità di movimenti sia sul fronte che sul dorso, ricordando in questo le prestazioni di un banco ottico monorotaia.

L’applicazione dei movimenti di decentramento è sempre molto fluida, in questo le rotaie di Delrin fanno un egregio lavoro, così come è ottima la rigidità complessiva una volta che vengono serrate le manopole, anche quando di raggiungono i limiti fisici dell’ampiezza del movimento.

Ecco una immagine in cui è mostrato un discreto decentramento verticale del fronte:

Il decentramento verticale del fronte è complessivamente di 126mm.

La posizione neutra della piastra portaottica è facilmente individuabile grazie ad un piccolo segno.

Il decentramento orizzontale del fronte è invece di 130mm.

Anche in questo caso la posizione neutra è facilmente individuabile grazie ad un piccolo “pallino” (in questa immagine lo si vede appena sotto il pallino bianco, ovviamente i due segni devono coincidere):

Sul dorso il decentramento orizzontale è invece di 100mm. complessivi.

La posizione neutra in questo caso è il punto di appoggio del dorso stesso sulla base della folding, in pratica la posizione naturale del dorso dopo le operazioni di apertura.

Ecco un esempio di decentramento verticale del dorso:

Il decentramento orizzontale del dorso è invece di +/- 150mm. rispetto alla posizione neutra che, come nel caso del decentramento orizzontale del fronte, si ottiene facendo coincidere due piccoli segni:

Basculaggi

Anche nel caso dei movimenti di basculaggio, la Lotus 8x10” è stata progettata per offrire al fotografo una gamma completa e con una ampiezza tale da ricordare un banco ottico monorotaia, anzi, rispetto ad alcuni banchi ottici monorotaia la Lotus Rapid Field 8x10” è addirittura più completa.

Ovviamente, come per tutte le folding di legno, sia per i basculaggi che per i decentramenti sulla Lotus non sono stati progettati dei movimenti micrometrici controllati da manopole, ma l’applicazione del movimento è talmente fluida e “leggera” che non se ne sente affatto la mancanza, il controllo sull’azione esercitata è eccellente, anche per piccolissimi scostamenti di frazione di grado.

Devo ancora rimarcare la rigidità complessiva di questa folding, anche per i movimenti di basculaggio, una volta che viene serrata la manopola, la rigidità complessiva è eccellente anche quando si raggiungono i limiti fisici dell’ampiezza del movimento.

Sul fronte abbiamo ben due tipi di basculaggio orizzontale, uno sulla base, ed uno sull’asse.

Il basculaggio alla base è di 40° in avanti, e di 90° indietro.

La posizione neutra è segnalata da un preciso e deciso click stop che scatta immediatamente nel momento in cui si riportano in posizione originale le standarte, quindi nessun margine di errore.

Ecco una immagine con il basculaggio orizzontale alla base applicato alla sua massima estensione:

Il basculaggio sull’asse è invece limitato solo dalla rigidità del soffietto e, essendo il soffietto estremamente morbido (come ho già scritto sopra), si possono raggiungere gradi di basculaggio impressionanti, tanto che probabilmente non esiste nemmeno la possibilità di applicarli in un utilizzo pratico.

Il basculaggio sull’asse è controllato da una specie di pistoncino in ottone, esteticamente molto bello.

Da un punto di vista meccanico poi, l’applicazione del movimento è ancora più fluido rispetto al basculaggio alla base.

In questa immagine si può vedere parte del pistoncino di ottone proprio in corrispondenza della manopola:

Nel caso del basculaggio sull’asse non esiste però un click stop come nel caso del basculaggio alla base, la posizione neutra viene trovata nel posizionamento “naturale” della piastra portaottica e con la verifica manuale del suo parallelismo con le standarte anteriori, operazione che è agevolata dalla presenza di una bolla di livella proprio sopra la piastra portaottica.

Questo è forse uno dei pochi aspetti progettuali di questa magnifica folding che, personalmente, cercherei di migliorare, anche se questo tipo di impostazione è condivisa dalla maggior parte delle folding prodotte da aziende concorrenti.

Ecco una immagine con il basculaggio sull’asse ed in cui si può notare l’ottima flessibilità del soffietto:

Il basculaggio verticale del fronte è invece di +/- 30°.

Il basculaggio verticale è sempre un movimento assiale, ed il fatto che la Lotus Rapid Field 8x10” sia dotata anche di basculaggio orizzontale sulla base, permette di evitare quella fastidiosa torsione assiale, che obbligherebbe a ricomporre e focheggiare ulteriormente in modo significativo, e che si verificherebbe nel caso in cui sia necessario applicare sia il basculaggio orizzontale che quello verticale ed entrambi siano presenti solo sull’asse.

In una parola la Lotus 8x10”, come tutti banchi ottici dotati di basculaggio alla base, è “yaw free”, il che in alcune situazioni di ripresa è una gran bella comodità.

La posizione neutra del basculaggio verticale viene ripristinata e controllata manualmente dopo aver posizionato la slitta che controlla il movimento in posizione originale, operazione che si effettua senza nessun margine di errore dal momento che con il semplice tatto delle dita è possibile verificare se la slitta di metallo è parallela alla base della folding.

Ecco una immagine in cui il basculaggio verticale è stato applicato alla sua massima estensione:

Qui invece una immagine più ravvicinata, in cui si vedono meglio le due manopole, sul piatto della slitta, che bloccano/sbloccano il movimento:

Diamo adesso una occhiata ai movimenti di basculaggio presenti sul dorso.

Anche in questo caso abbiamo sia il basculaggio orizzontale che quello verticale.

Nel modello che mi è stato inviato, il basculaggio orizzontale è presente solo sulla base, però volendo è possibile avere questo basculaggio anche sull’asse, basta specificarlo al momento in cui si ordina la folding.

Il basculaggio orizzontale è di 30° in avanti, e 90° indietro.

Così come nel caso del basculaggio orizzontale del fronte, anche sul dorso la posizione neutra è segnalata da un preciso e deciso click stop che scatta immediatamente nel momento in cui si riportano in posizione originale le standarte, per cui nessun margine di errore.

In questa immagine si può anche vedere sulla standarta, proprio sotto la manopola, il punto di “innesto” del click stop:

Il basculaggio verticale del dorso è invece di +/- 17°.

Anche in questo caso la posizione neutra del basculaggio verticale viene ripristinata e controllata manualmente dopo aver posizionato la slitta che controlla il movimento in posizione originale.

Qui due immagini:

Estensione minima e massima

L’estensione minima della Lotus Rapid Field 8x10”, con il soffietto standard, è di 130mm.

Come già vi dicevo il materiale con cui è fabbricato il soffietto è talmente morbido, che anche alla estensione minima si possono effettuare alcuni movimenti di decentramento e basculaggio senza che la compressione del soffietto rappresenti un ostacolo insormontabile.

L’estensione massima è invece di 945mm, e la si raggiunge estraendo delle rotaie di prolunga che, in condizioni di utilizzo normale, sono invece bloccate all’interno della base della folding:

Ecco invece una immagine della Lotus 8x10” alla sua massima estensione:

Ovviamente a questi livelli di estensione la rigidità complessiva comincia a risentirne, soprattutto poi se, come nel mio caso, si montano pesanti obiettivi montati su otturatore Copal 3, però devo dire che bisogna proprio arrivare a livelli di estensione così estrema per cominciare a sentire i primi segnali di minore stabilità del sistema, che tra l’altro si può tranquillamente gestire con una maggiore attenzione alle operazioni effettuate sulla folding, oltre che ad avere una maggiore pazienza nel momento dello scatto, comunque ripeto niente che non sia assolutamente normale e prevedibile su qualsiasi folding a questi livelli di estensione.

Ulteriori impressioni d’uso e conclusioni

Ho utilizzato per alcuni giorni la Lotus Rapid Field 8x10” insieme al mio fidato Rodenstock 300 Sironar S, un obiettivo montato su otturatore Copal 3 la cui pesantezza ed il cui ingombro sono in grado di mettere in crisi qualsiasi folding di legno.

Devo invece dire che sono rimasto impressionato dalla rigidità della Lotus nelle situazioni di ripresa in cui l’ho utilizzata, i movimenti di decentramento e basculaggio, una volta serrati, sono sempre stati ben fermi e inamovibili, anche con un obiettivo così pesante montato sulla piastra portaottica.

L’utilizzo sul campo di questa folding poi è una vera gioia: leggera, compatta, ci stava senza problemi nel mio zaino fotografico, è una folding che permette di fotografare con l’8x10” praticamente ovunque, senza sentire troppo le limitazioni che sono implicite in questo formato, dico solo che per me, abituato ad andare in giro e sudare sette camicie con il baulone della Sinar, mi è sembrato di sognare!

Anche da un utilizzo sul campo traspare tutta la bontà del progetto: la completezza dei movimenti e la loro ampiezza, ripeto, in pratica da banco ottico monorotaia, la rigidità complessiva, la qualità dei materiali delle parti meccaniche, che sono determinanti nella fluidità dei movimenti e nella possibilità di esercitare un controllo adeguato, unita alla maneggevolezza ed alla trasportabilità, in pratica ne fanno una folding in grado di soddisfare le nostre esigenze in qualsiasi situazione di ripresa, oltre che a farne uno strumento di lavoro molto duttile e flessibile.

Insomma, considero la Lotus Rapid Field un prodotto semplicemente superbo, ogni sua parte urla qualità e passione e cura dei dettagli.

Considerato un tale livello di eccellenza, che la pone sicuramente ai vertici del mercato, ritengo sia veramente difficile trovare qualcosa di meglio, considerato anche l’interessante prezzo di vendita, che è di 4250 euro + Iva (prezzo di listino).

Marco Frigerio

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